domenica 26 dicembre 2010

Riforma dell'università Gelmini, il ddl è legge. Ecco i punti

26/12/2010 - Ha diviso e infiammato i fronti nel corso degli ultimi mesi, tra contestazioni e proteste portate fino ai tetti dei monumenti simbolo della cultura italiana e momenti di vera guerriglia tra studenti e forze di polizia assolutamente da dimenticare.
Blindata dalla maggioranza in modo da evitare l'approvazione di provvedimenti che avrebbero comportato ulteriori passaggi parlamentari alla Camera, la riforma dell'università a firma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ottenuto il via libera dell'aula del Senato lo scorso 23 dicembre, diventando di fatto legge.
L'approvazione del testo sull'università a Palazzo Madama è stata sancita da 161 voti a favore, 98 contrari e 6 astenuti. Hanno votato "sì" Pdl, Lega e Fli, mentre si sono opposti Pd e Idv. Le astensioni, che al Senato equivalgono a voti contrari, si devono a Udc, Api, Svp e Union Valdostaine.
Con l'approvazione della riforma universitaria è finita quella ricreazione nel sistema educativo iniziata nel 1968, parafrasando il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Le modifiche all'Università italiana partiranno dal prossimo anno accademico, mentre nei prossimi mesi è prevista l'approvazione degli adempimenti e dei decreti attuativi.
Si chiude, così, la difficile e contrastata corsa del testo sull'università. Un disegno di legge che si propone l'obiettivo di contrastare sprechi e parentopoli, operando alla luce della qualità e di una governance decisamente ristrutturata.
La riforma prevede, anzitutto, l'adozione di un codice etico, con lo scopo di evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Nel concreto, si potrà partecipare ai concorsi solo se non si hanno parentele fino al quarto grado all'interno dell'ateneo. In secondo luogo, le università che non gestiranno le proprie risorse all'insegna della trasparenza subiranno una riduzione dei finanziamenti del Ministero.
Stop al rettorato a vita. Il mandato dei rettori non potrà superare i 6 anni, compresi quelli già trascorsi prima della conversione in legge del testo sull'università. Un rettore, inoltre, può rimanere in carica un solo mandato e può essere sfiduciato.
La riforma dell'università stabilisce una distinzione di funzioni tra Senato e Consiglio di amministrazione. Il primo avanzerà proposte di carattere scientifico; il secondo avrà la responsabilità delle assunzioni e delle spese nell'ateneo. Tre degli 11 membri del Cda saranno esterni, e il presidente potrà essere esterno. Presenza qualificata, poi, degli studenti negli organi di governo.
Il direttore generale sostituirà il direttore amministrativo, avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come un vero e proprio manager dell'ateneo.
Un nucleo di valutazione d'ateneo, a maggioranza esterna, sarà chiamato a garantire una valutazione oggettiva e imparziale.
I docenti saranno sottoposti a valutazione da parte degli studenti, e ad essa è legata l'erogazione di fondi da parte del Ministero.
Gli atenei potranno essere soggetti a fusioni: università vicine potranno essere federate, anche in base a singoli settori di attività, di norma a livello regionale, con l'obiettivo di abbattere costi e aumentare la qualità della ricerca.
I settori scientifico-disciplinari subiranno una riduzione: dai 370 attuali si passerà alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore). No a micro-settori, che permettono a cordate ristrette di assumere troppo potere e danneggiano la circolazione delle idee.
Gli atenei saranno soggetti a una riduzione interna: la facoltà non potranno superare il numero di 12 per ateneo.
Sul versante del reclutamento di giovani studiosi, sarà introdotta l'abilitazione nazionale per l'accesso all'associazione e all'ordinariato. L'abilitazione è attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. L'assegnazione dei posti avverà in base a procedure pubbliche di selezione bandite dalla singola università, cui potranno accedere solo gli abilitati. Tra i punti salienti, la cadenza regolare annuale dell'abilitazione a professore, al fine di evitare lunghe attese e incertezze e distinzione tra reclutamento e progressione di carriera.
Per favorire l'accesso dei giovani studiosi, il ddl prevede una revisione e semplificazione della struttra stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani; la revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele, con aumento degli importi; abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti; nuova normativa sulla docenza a contratto: riforma del reclutamento.
Quanto alla gestione finanziaria, sarà introdotta la contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra Istruzione e Tesoro: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.
La riforma dell'università interviene significativamente in materia di valutazione degli atenei: le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia. Obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero di tutti i corsi e sedi distaccate per evitare quelli non necessari e valutazione dell'efficienza dei risultati da parte dell'Anvur.
I docenti avranno l'obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l'impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio.
Solo i professori migliori potranno godere di scatti stipendiali. Si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell'attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.
In tema di diritto allo studio e premi agli studenti meritevoli, il governo riformerà organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni per spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità. Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d'onore.
Sarà favorita la mobilità del personale tra gli atenei, perchè un sistema senza mobilità interna non è un sistema moderno e dinamico. Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.

Foto tratte da Corriere.it / Fonte: Ansa

martedì 14 dicembre 2010

Berlusconi ottiene la fiducia, Alla Camera 3 voti di scarto

14/12/2010 - Il giorno più lungo per il premier Silvio Berlusconi, segnato dalla lunga notte in attesa della discussa verifica parlamentare e da forti scontri in Parlamento questa mattina durante la conta dei voti sulla mozione di sfiducia, si è concluso con la vittoria del suo esecutivo.
In un clima ad alta tensione, la partita si è chiusa 314 a 311, con un risicato scarto di 3 voti.
Il tutto in uno scenario, sia fuori sia dentro il Parlamento, da vera guerriglia: fuori si è assistito a scontri e cariche tra manifestanti e forze di polizia, con tanto di lancio di sacchetti di spazzatura e petardi nella strada che porta a Palazzo Grazioli; dentro, la scelta a sorpresa di qualche esponente vicino ad Fli non ha fatto che incendiare l'Aula, presto ricomposta grazie agli interventi dei commessi.
L'attesa giornata del 14 dicembre, il giorno dello showdown del governo Berlusconi, ha visto la messa in scena di quel "teatrino" della politica più volte citato in questi mesi; e ha mostrato le contraddizioni di una forza politica, quale Futuro e Libertà, che, nell'affermarsi come antagonista a un governo che pure aveva contribuito a fondare, non ha fatto che spaccarsi tra contraddizioni e dietrofront dei suoi esponenti di varia natura.
"Con Berlusconi al governo ci sarà il Paese delle banane" ha subito attaccato il leader Idv Antonio Di Pietro. Gli ha fatto eco il numero uno del Partito democratico Pier Luigi Bersani, che ha affermato, senza mezzi termini: "Il premier ha perso comunque". Critiche al premier arrivano poi da Casini e Bocchino. Il mondo politico torna in subbuglio, nel giorno in cui, ad ogni modo, il governo Berlusconi ha superato la resa dei conti con il proprio successo.

Foto tratta da Corriere.it

sabato 11 dicembre 2010

Telethon, riparte la maratona e Bnl rinnova la partnership

11/12/2010 - Oltre mille eventi distribuiti sul territorio nazionale al fine di incentivare la raccolta fondi, un circuito bancomat e una carta di credito per la donazione, un numero verde e un sito ad hoc. Sono queste alcune tra le iniziative di BNL - Gruppo Bnp Paribas nell'ambito della quasi ventennale partnership con il Comitato Telethon Fondazione Onlus. Obiettivo, la raccolta di fondi a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche.
Il rinnovo del più importante progetto di fund raising in Italia è legato al lancio della tradizionale maratona di raccolta fondi Telethon, avvenuto lo scorso 2 dicembre alla Camera dei Deputati. Un evento che si ripete dal 2003 e che si deve all'impegno profuso da Susanna Agnelli (nelle foto, a sinistra: la conferenza stampa Telethon alla Camera).
I sostenitori della maratona Telethon salutano il 2010 con entusiamo per i risultati raggiunti in questi anni. “Ci sono voluti venti anni di lavoro, ma adesso la parola cura non è più un tabù. Le malattie genetiche possono essere sconfitte. La fiducia degli italiani è stata ben riposta ed ora è il momento di insistere", ha affermato il presidente della Fondazione Telethon Luca di Montezemolo in occasione del lancio della campagna 2010 che avrà termine con la tre giorni televisiva sulle reti Rai il 17, 18 e 19 dicembre.
Ad accrescere la soddisfazione degli organizzatori dell'evento, poi, l'annuncio della nascita di un laboratorio Telethon presso il Texas Children's Hospital di Houston (Usa). Il laboratorio, la cui realizzazione è stata voluta fortemente da un'associazione americana di pazienti, la Beyond Batten Foundation fondata nel 2008 da Craig e Charlotte Benson dopo che alla loro figlia è stata diagnosticata una grave malattia lisosomiale, si dedicherà allo studio di malattie neurologiche dei bambini.
In questa escalation di successi per Telethon si inserisce l'ormai consolidato sostegno offerto da Bnl, che, come sottolineato dall'ad Dr. Fabio Gallia, "ha raccolto in 19 anni più di 198 milioni di euro, di cui 40 solo negli ultimi tre anni". Sono cifre che testimoniano la sensibilità dei clienti Bnl nei riguardi della maratona di solidarietà, unitamente all'attività svolta dai 15.000 dipendenti della banca e delle altre società del gruppo Bnp Paribas in Italia.
Tra le altre iniziative di Bnl per Telethon è da segnalare il ciclo di seminari "EduCare", finalizzato a offrire strumenti di supporto che consentano di effettuare valutazioni e scelte economiche più consapevoli e responsabili, e la carta prepagata (senza costi di emissione) "My Cash BNL per Telethon", che permette al cliente di devolvere a Telethon l'intero importo versato all'atto di emissione della stessa.
Altre donazioni, infine, possono essere effettuate usando carte di credito Bnl e a mezzo dei distributori bancomat durante tutto l'anno.
20/12/2010 - BNL E TELETHON: PIU' SINERGIA CON BNL IN ACTION - A 19 anni dall'avvio dell'importante sinergia nella raccolta fondi a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche stipulata tra Bnl - Gruppo Bnp Paribas e il Comitato Telethon Fondazione Onlus, Bnl rilancia il suo sostegno dimostrando di saper stare al passo con i più moderni mezzi di comunicazione presenti sul Web, come il social network Facebook.
La nuova modalità di raccolta fondi si chiama Bnl in Action: un'iniziativa, per la quale è stato creato il sito www.bnlinaction.it, che permette agli utenti di condividere sul proprio wall di Facebook un proprio post su temi come solidarietà, amore, storie e futuro. Proprio grazie alla funzionalità della condivisione possibile sul social network il sostegno a Telethon e Bnl ha ottenuto una visibilità eccellente. Non solo: ad ogni post inviato corrisponde il valore di 1 euro che Bnl donerà a Telethon per raggiungere la soglia prefissata di 40.000 euro.
Al momento la maratona televisiva ha già permesso di raccogliere 32 milioni 100 mila euro. Ma la partita non è finita.
Sullo stesso sito internet www.bnlinaction.it gli utenti possono ancora effettuare una donazione volontaria sfruttando i circuiti Visa, Mastercard e Maestro senza alcuna commissione per l'operazione.
Segno della volontà e capacità di stare al passo con i tempi è stata poi la possibilità, offerta agli utenti di Facebook, di seguire in tempo reale la diretta della maratona Telethon, trasmessa sulle reti Rai il 17-18-19 dicembre, direttamente su una pagina del social network creata per l'occasione: http://www.facebook.com/pages/BNL-per-Telethon/127154167342404

Ulteriori informazioni e contatti utili:
- Donazioni effettuabili sui siti www.donapertelethon.bnl.it e www.bnl.it
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Sito dell'iniziativa Bnl in Action www.bnlinaction.it
- Telethon
- Numero verde 800900900

Fonte e Foto: Digital-pr.net

giovedì 18 novembre 2010

Fermato il boss Antonio Iovine, vertice del Clan dei Casalesi

18/11/2010 - Si è conclusa con il vano tentativo di fuga dal terrazzo della propria abitazione, ieri, l'ultima corsa di Antonio Iovine, detto O'ninno per i tratti del volto da ragazzino, figura di spicco del Clan dei Casalesi latitante da ben 14 anni.

La Squadra Mobile di Napoli, dopo aver effettuato per lungo tempo pedinamenti e accertamenti su parenti e amici del boss della camorra, lo ha colto di sorpresa nell'abitazione di un suo conoscente, a Casal di Principe. Iovine, che figura nella lista dei 30 criminali più pericolosi tenuta dal Viminale, non teneva armi con se, non ha opposto alcuna resistenza e, scortato dagli uomini della Squadra Catturandi tra la folla, ha lasciato trasparire un sorriso.

Antonio Iovine, 46 anni, nato a San Cipriano d'Aversa (Caserta), deve scontare la pena dell'ergastolo che gli fu inflitta in sede di appello nel giugno 2008 al maxiprocesso Spartacus. Al fianco dell'altro boss dei casalesi Michele Zagaria, Iovine, affermatosi nella camorra vecchio stampo e in seguito adattatosi senza difficoltà alla mafia dei colletti bianchi, ha diretto in tutti questi anni gli affari criminali del clan. Tutti lo consideravano una sorta di vero e proprio manager in virtù delle sue spiccate capacità imprenditoriali nelle più svariate attività illecite: business dell'immondizia, droga, racket, economia pulita e business del cemento. Non a caso, con Iovine il Clan dei Casalesi accrebbe la sua forza fino ad arrivare alla costruzione di quell'impero che più tardi lo scrittore Roberto Saviano avrebbe chiamato "Gomorra", denuncianone nell'omonimo libro la brutale realtà.
A Iovine si deve anche l'espansione del clan verso nuovi campi di interesse, ben oltre la Regione Campania.

Non poteva mancare la voce di Saviano a commento dell'importante episodio avvenuto ieri. "Aspettavo questo giorno da quattordici anni", ha affermato entusiasta il giornalista di Casal di Principe. Poi, Saviano ha sottolineato che "bisogna aggredire il cuore dell'economia criminale, la Lombardia, dove le mafie influenzano la vita economica, sociale e politica".

Fermento in ambiente istituzionale. Parlando ai giornalisti a Montecitorio, il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva anticipato la notizia secondo cui, in mattinata, sarebbe accaduto qualcosa di importante per la lotta alla mafia. E così è stato. Dopo l'annuncio dell'arresto di Antonio Iovine, un raggiante Maroni ha parlato di "antimafia dei fatti", e nei confronti del suo Ministero, nonché delle forze di polizia, è arrivato un applauso unanime dall'intero mondo politico, a coronamento di una giornata da ricordare.

 
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